E’ bandita la seconda edizione del Certamen LATINITAS.
Il concorso si prefigge i seguenti obiettivi:
a) incentivare lo studio e gratificare gli studenti più lodevoli attraverso l’esperienza della partecipazione ad una competizione che premia il merito;
b) valorizzare il latino come lingua della tradizione culturale del Lazio e dell’Europa, dall’età classica all’Umanesimo e all’età moderna;
c) individuare collegamenti tra l’insegnamento del latino e la didattica delle altre materie dei curricoli liceali.
Il concorso è riservato agli studenti che frequentano il secondo anno del quinquennio classico (V ginnasio) o il terzo anno del quinquennio degli altri licei (III scientifico, linguistico, psico-pedagogico), che fanno parte dei distretti scolastici 14°, 15°, 16°, 17°, 18°, 37°, 40°, 42°.
Per la partecipazione al concorso si richiede agli studenti un voto non inferiore a 7 (sette) in latino nella pagella dell’anno scolastico in corso.
Le schede di iscrizione, corredate della copia della pagella dell’anno scolastico in corso, devono pervenire alla segreteria del concorso (UniversItalia di Onorati s.r.l. www.universitasrl.it/latinitas.htm - Via di Passolombardo 421, Roma 00133, tel. 06-2026342, anche via fax 06.20419483 o per posta elettronica info@universitaliasrl.it), entro e non oltre sabato 28 aprile 2012. Per gli studenti minorenni è richiesta l’autorizzazione scritta (da allegare alla domanda) da parte di un genitore o di chi ne fa le veci. Domande e/o documentazioni incomplete o pervenute oltre il termine ultimo non saranno prese in considerazione.
Di seguito la Prova della Prima edizione del concorso.
LATINITAS AD TVRRIM VIRGATAM
I Tuscolani dichiarano di volere la pace con Roma.
Dictator Tusculanus ita verba fecit: 'Quibus bellum indixistis intulistisque, patres, conscripti, sicut nunc videtis nos stantes in vestibulo curiae vestrae, ita armati paratique obviam imperatoribus legionibusque vestris processimus. Hic noster, hic plebìs nostrae habitus fuit eritque semper, nisi si quando a vobis proque vobis arma acceperimus. Gratias agimus et ducibus vestris et exercitibus, quod oculis magis quam auribus crediderunt et ubi nihil hostile erat ne ipsi quidem fecerunt. Pacem, quam nos praestitimus, earn a vobis petimus; bellum eo, sicubi est, avertatis precamur; in nos quid arma polleant vestra, si patiendo experiundum est, inermes experiemur. Haec mens nostra est - di immortales faciant - tam felix quam pia. Quod ad crimina attinet quibus moti bellum indixistis, etsi revicta rebus verbis confutare nihil attinet, tamen, etiamsi vera sint, vel fateri nobis ea, cum tam evidenter paenituerit, tutum censemus; peccetur in vos, dum digni sitis quibus ita satisfiat'.
(Livio 6,26)
Traduzione e commento:
Il candidato traduca correttamente il brano nella forma italiana più adeguata
Il candidato illustri le principali caratteristiche linguistico-grammaticali e retorico-stilistiche del brano.
Scarica il bando della Seconda edizione
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