Descrizione:
Non
potrebbe costituire la poesia, se non l’arte in
genere,
un’ottimale messa in luce, e un tendenziale
rovesciamento in positivo, delle tensioni di cui
vibra la nostra
umanità?
Notizie
sull'Autore: Carlo Ferrucci (Roma 1947) insegna
dal 1983 Storia dell’Estetica nell’Università di Roma “Tor
Vergata”. Saggista, poeta, drammaturgo e traduttore, dal 1992 al
1996 ha interrotto l’attività di insegnamento per lavorare come
addetto culturale presso il Consolato Generale d’Italia a
Barcellona. Tra i suoi saggi, oltre ad alcuni lavori sulla
psicoanalisi dell’arte e all’antologia Estetiche dell’esistenza
(Roma 1998), si segnalano Leopardi fi losofo e le ragioni della
poesia (Venezia 1987), Un’estetica radicale: Leopardi (Roma
1999) e la prima monografi a italiana sulla pensatrice spagnola
Maria Zambrano, Le ragioni dell’altro: arte e fi losofi a in
Maria Zambrano (Bari 1995). Negli ultimi anni, si è occupato in
particolare di fi losofi a del teatro, pubblicando studi su
Sofocle, Shakespeare e l’opera teatrale di Maria Zambrano; studi
ora raccolti, insieme a un lungo saggio inedito su Pirandello,
nel volume Il senso del teatro (Roma 2008). Alla figura di
Giacomo Leopardi è dedicato anche il suo primo testo teatrale,
Di libertà l’amore (Macerata 1997), pubblicato con una
prefazione di Mario Luzi e andato più volte in scena. Altri suoi
lavori teatrali, anch’essi pubblicati e rappresentati, sono
Diavolo, quel Picasso!
(Roma 1999), Io, Freud (Roma 2001) e Van Gogh, Vincent (Roma
2003). Nel 2007 ha pubblicato la sua quinta raccolta di versi,
Oggi ti vedo, vita. Oltre a diverse opere di Maria Zambrano, ha
tradotto testi di G.B. Shaw, G. Trakl, W.B. Yeats, I. Ben Utman,
A. Oliveros, Clara Janés, A. Gamoneda, A. Machado e F. Garcia
Lorca. |